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Ugaf > Media > Percorsi > Editoriali Percorsi > Percorsi 6 2019
 

 

 
Editoriale Percorsi
Cari soci, 
 

in Italia vivono quasi 14 milioni di persone che hanno più di 65 anni, il 22 per cento della popolazione totale.
Molti di loro godono di buona salute e vogliono continuare ad essere utili alla società. È una buona notizia, basti pensare alla ricchezza in termini di esperienza, capacità, disponibilità di tempo che rappresentano per un Paese sempre più in affanno sul versante sociale.
Dove, per esempio, sempre più mestieri e professioni stentano a trovare copertura perché gli esperti vanno in pensione senza trovare sostituti adeguati.  
Eppure, sono centinaia di migliaia gli anziani che quotidianamente sono impegnati nel volontariato familiare a favore di figli e nipoti e altrettanti quelli che, spesso oscuramente, lo fanno in ambito sociale. 
 
Quello che manca per rendere più efficace questo immenso impegno è una regia, uno schema nazionale che coordini, dia luce e dignità a questo sforzo, indirizzandolo verso obiettivi comuni e condivisi. Insomma, manca una politica di ampio respiro che abbia una programmazione di almeno 10 anni e un quadro normativo che valorizzi (come è già stato fatto in alcuni Paesi del Nord Europa) questa montagna di attività che si può tranquillamente quantificare in diversi punti di Pil.  
 
Gli sforzi di associazioni come l’Ugaf sono da sempre tesi in questa direzione, consapevoli dei valori e della ricchezza che rappresentano i propri iscritti.
Ogni nostro socio impegnato nel sociale (vi invito a leggere l’articolo sul Gruppo di Suzzara all’interno del giornale) potrebbe veder moltiplicata l’efficacia del suo impegno se questo venisse inquadrato all’interno di un’“idea” di società dove il ruolo dell’anziano viene riconosciuto e valorizzato. Perché questo 22 per cento della popolazione vuole continuare a partecipare attivamente allo sviluppo del Paese.
 
Diego Pistone